Andiamo avanti, inseguendo un sogno…. ma chissà poi quale sogno…  magari solo quello di relazioni “diverse”, magari quello di trovare il modo – anche se solo per un po’ del nostro tempo – di percorrere un pezzo di strada insieme.

In mezzo al caos che ha dominato questo ultimo periodo, ogni tanto torna una folata di vento fresco a svegliarci, a ricordarci qualcosa…
Pubblichiamo per tutti la lettera di un Allievo Istruttore…
solo perché credo che per tutti possa essere quella folata di vento fresco… BUONA LETTURA!!!

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Inizia una nuova avventura.
E come nei migliori film d’azione, il protagonista ci si ritrova dentro senza preavviso.

La giornata al lavoro è un casino infernale, riesco a malapena a buttare giù una stampata coi nomi degli allievi (tanto per non chiamarli “coso” quando li incontro). Alle sette e mezzo mi divincolo dai tentacoli di uno degli assistenti (che mi mostra foto a mitraglia per un film che dobbiamo presentare lunedì), arraffo giaccone, cappello, zaino e mi catapulto fuori dall’edificio.

Non piove. Buon segno. Traffico bestia. Ma l’orologio del cruscotto mi rincuora.
Alle otto spaccate sono in Cripta, e trovo subito posto, roba che neanche nei film americani, dove tutti parcheggiano davanti casa. Altro buon segno.

Scendo. Neanche il tempo di dare una riassettata che  iniziano ad arrivare i ragazzi.

Ce n’è anche uno in prova, amico della piccola Teresa (avrò un mancamento quando vedrò la sua scheda, realizzando che quando lei aveva in mano il biberon io avevo in mano il Rocci). Uno, due tre, quattro… cinque, ne manca una, ci sarà settimana prossima.

Arriva anche la telefonata di Nemo. Buffo come in tutte le famiglie siano sempre certe piccole cose a far felici le persone.

Riscaldamento, cerchio, lezione. Ogni movimento è spiegato, curato, approfondito.

I cinque allievi (quattro+uno) sono fermi e attenti. Cerco di far muovere i loro corpi e le loro teste. C’è l’imbarazzo iniziale, la curiosità, la voglia di imparare. E le vedo lì. Cinque spugne. “Cazzo” mi dico, “di cosa si impregneranno sono responsabile io”.

Li metto in guardia, li correggo. Esercizi coi piedi. Correggo. Prima! Fermifermifermi… tornate in guardia. Priiiiiima. Già meglio… Tra movimento a pendolo, gomiti piegati, triangoli e memoria muscolare comincio a sentire un intenso odore di vinile e carta da parati.

E mi rendo conto di quanto sia difficile avere a che fare con i principianti: gente semplice, sorridente e spaesata che tiene in mano una saber come fosse un rullo per tinteggiare.

“Ehi, fessacchiotto!” mi dico, “guarda che un anno fa il rullo ce l’avevi in mano TU…”. Come passa il tempo…

Ma a ben pensarci, la Roma ha rifilato tre pappine al Chelsea, Obama ha vinto le presidenziali in America… i miracoli esistono! Vuoi che non si riesca a uscirne vivi stasera? Uomo di poca fede…

Alla fine, dopo vasche di esercizi sulla distanza, provo a farli combattere.

Prima e seconda, montante e rovescio. Facile facile. Cavoli, sono decisamente meglio di me la prima volta!, quando l’Istruttore mi lanciò un urlaccio che su in chiesa venne giù la statua di san Francesco.

Di nuovo cerchio e question time. Ci salutiamo e via a cambiarsi. Due chiacchiere di rito, un po’ di burocrazia e un leggero tippettìo annuncia un gradevole arrivo: sparata a palla di fucile, Duma mi atterra fra le gambe, seguita da suo fratello Wookie e dal sorridente Nemo.

Ci vuole un po’ per chiudere baracca e burattini. Mentre metto l’ultima saber in cassaforte comincio a rendermi conto di non rendermi ancora conto di niente.

Probabilmente è cominciata una nuova, piccola era, nella storia di Ludosport. Sicuramente è cominciato qualcosa di nuovo per me.

E con certa gente accanto, tutto è possibile.